Quartiere Macchitella

Macchitella è un quartiere residenziale della città di Gela in Sicilia. Completato, nel suo nucleo originario, nella prima metà degli anni sessanta del XX secolo, esso è stato realizzato per accogliere dirigenti, impiegati e lavoratori del polo petrolchimico dell'ENI sorto dalla parte opposta della città storica. Fino alla seconda metà degli anni settanta esso si configura come una realtà urbanistica a sé stante e per le caratteristiche (tipiche del settentrione) e per i servizi offerti. Oggi, annesso alla recente espansione della città (quartieri Scavone, Marchitello, Piano Notaro e Punte Vigne), Macchitella conta circa 9.000 abitanti. Il nucleo storico del quartiere è stato progettato da un gruppo d'architetti capeggiati da Marcello Nizzoli e Mario Olivieri. Gli abitanti del popoloso quartiere residenziale si chiamano "macchitellesi".



Nel 1956 si scopre il petrolio nella piana e nel golfo di Gela. Questo storico evento porterà all'idea, concretizzatasi pochi anni dopo, della realizzazione di un grande polo petrolchimico utile alla raffinazione dei greggi locali così da poter rilanciare una zona da sempre in difficoltà in ambito economico. Il nuovo petrolchimico avrebbe dato lavoro, tra diretto e indotto, a circa 7.000 impiegati più gli operai addetti, a tempo determinato, alla costruzione degli impianti. Necessitando di manodopera qualificata, molti operai sarebbero arrivati da fuori. Ma Gela, sino ad allora uno dei centri più sovraffollati della Sicilia, non presentava un'adeguata offerta né di alloggi né di alberghi. L'ENI per sopperire a questa carenza decise di realizzare innanzitutto un albergo di quasi 100 camere della sua catena dei "MotelAgip" alle porte della cittadina (inaugurato nel 1961) e di affidare, inizialmente allo studio d'architettura diretto da Edoardo Gellner, la progettazione di un nuovo quartiere residenziale ad ovest della collina su cui sorge la Gela storica. Questo primo progetto prevedeva la creazione di un quartiere con una popolazione di circa 8500 abitanti, distribuito in due nuclei tra contrada Macchitella e le pendici orientali della collina di Montelungo. L'unica opera prevista dal progetto iniziale (di grande caratura) e poi realizzata fu il viadotto di collegamento tra la parte bassa e alta del nascituro quartiere. In seguito la committenza decise di dimezzare il numero di residenti per cui realizzare il quartiere e si affidò la progettazione ad un altro studio d'architettura, quello capeggiato da Marcello Nizzoli. Questo nuovo progetto prevedeva la creazione di un quartiere tra la costa e il rettilineo della strada statale 115 per Licata, lontano circa un chilometro e mezzo dal centro abitato di Gela. I lavori di costruzione del nuovo quartiere, sorto su un suolo anticamente paludoso (anche perché nelle vicinanze di un corso d'acqua), cominciarono intorno al 1960per concludersi nel biennio successivo.
Il quartiere residenziale ENI di Gela Macchitella rappresenta un unicum, per dimensioni e caratteristiche, nel Meridione d'Italia in quanto nucleo urbano di grandi dimensioni (praticamente un piccolo paese) preliminarmente progettato e realizzato in tutti i particolari. Col tempo l'idea originale è stata in parte snaturata dalla crescita della moderna Gela degli anni settanta che si è di fatto unita alla nuova realtà urbana con la creazione ad est di nuovi quartieri residenziali, con palazzine di 4-5 piani, realizzate dall'Istituto Autonomo Case Popolari di Caltanissetta e da alcune cooperative edilizie.
A suo tempo, grande scalpore suscitò nell'opinione pubblica gelese la decisione di realizzare il quartiere distante dalla città storica: tra la vecchia periferia e il nuovo quartiere era ancora campagna aperta. Questa demarcazione era ulteriormente evidenziata dalla differenza nell'offerta di servizi pubblici e privati e sembrò quasi rappresentare l'ipotizzata distanza dei dirigenti e impiegati al locale polo industriale provenienti dal Settentrione d'Italia. Oggi queste differenze sono state ripianate proprio dall’espandersi della città. Macchitella, seppure architettonicamente rappresenti una realtà a sé è oggi considerato un quartiere di Gela.

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